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INVISIBILE

Data

2025

INVISIBILE
Acrilico su tela, 80 × 60 cm, 2025
In Invisibile, la scena urbana diventa il luogo di una frattura sociale resa con essenzialità e forza simbolica. Al centro della composizione, la figura accovacciata di un uomo senza volto, avvolto nei giornali, concentra il senso di esclusione e di precarietà, trasformando una presenza umana in un’immagine di silenziosa sottrazione. L’anonimato del soggetto non ne attenua la forza, ma ne amplifica il valore universale.
L’impianto visivo si costruisce sul contrasto tra la durezza geometrica della città e la vulnerabilità del corpo relegato ai margini. La grande parete consunta, dominante nella composizione, assume quasi il valore di una barriera fisica e morale, mentre la frase impressa sulla superficie — “nessuno dovrebbe chiamare casa un angolo di cemento” — introduce una dichiarazione diretta che orienta la lettura dell’opera in chiave etica e civile.
La tavolozza, giocata su grigi, neri, ocra e gialli smorzati, genera un’atmosfera sospesa e disadorna, in cui anche i dettagli sullo sfondo — le sagome dei passanti, la strada, l’auto rossa — sembrano confermare una distanza, più che una partecipazione. Ne deriva un’immagine che non descrive soltanto una condizione di povertà, ma interroga lo sguardo collettivo: ciò che è invisibile non è ciò che manca, ma ciò che la società sceglie di non vedere.

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